xvid entertainment news tecnologia e tempo libero

1Apr/150

Come proteggere la propria password di Facebook


Facebook sa molto di voi: indirizzo, compleanno, amici, vita privata. Un malintenzionato potrebbe essere interessato a entrare nel vostro account al fine di usarlo contro la vostra volontà o per raccogliere i vostri dati personali. Proteggere la propria password di Facebook, così come degli altri social network, diventa doppiamente importante. Farlo è facile e, come vi spiegheremo in questa breve guida, è gratuito. Gli insegnamenti sono utili in ogni altro campo del web: attenzione a dove cliccate.

Non lasciate pubblica l’e-mail di accesso

Un possibile modo in cui un malintenzionato potrebbe entrare nel vostro account Facebook è reimpostando la password. Ad esempio, conoscendo l’e-mail dell’account, si può inviare la nuova password a un altro indirizzo e-mail rispondendo ad alcune delle domande predefinite, le cui risposte sono state messe in fase di iscrizione. Innanzitutto, per proteggersi da questa modalità di furto, basta non rendere pubblica l’e-mail di accesso. Le persone con cui interagire per e-mail la conoscono già, quindi non serve che la conoscano tutti. Inoltre, è importante non mettere risposte scontate alle domande: potete sempre rispondere a “qual è il nome del tuo animale domestico” inserendo una risposta volutamente sbagliata. L’importante è che ve lo ricordiate.

Usate un archivio delle password

Un altro modo in cui vi potrebbero sottrarre la password è usando un keylogger, ossia un programma che, se installato sul PC, permette di tenere traccia delle password digitate. Ovviamente, ciò richiede che qualcuno si sia intromesso nel vostro PC, quindi fate attenzione. Per ovviare facilmente a questa possibilità, usate un archivio di password, come KeePass. Copia-incollando la vostra password anziché digitandola nel browser, questa non verrà registrata da un eventuale programma-spia. Le impostazioni del firewall vi aiuteranno, inoltre, a impedire che simili programmi possano agire indisturbati sul vostro PC.

Attenzione al phishing

Un metodo più diffuso ancora è il phishing: mail-truffa che spingono gli utenti a cliccare su link che installano programmi o spyware sul vostro PC. In questo caso basta solo stare attenti: e-mail con errori grammaticali banali, ad esempio, sono un classico esempio di spia; e-mail riguardanti le modifiche del vostro conto corrente o della carta prepagata ne sono un altro esempio (queste comunicazioni avvengono via posta); attenti a link che non ritenete sicuri o che la vostra casella di posta ridireziona automaticamente nella cartella Spam o di cui non riesce a verificare l’attendibilità del mittente.

Navigate su siti sicuri

Infine, fate attenzione a navigare su siti sicuri. Alcuni plug-in per il browser, come Firesheep, permettono a un malintenzionato di sottrarre i cookie, ossia quei dati che permettono di autenticarsi automaticamente a un servizio, dal PC di un altro utente. Un metodo per evitare ciò è navigare sui siti con protocollo HTTPS, ossia protetto. Lo si può riconoscere da un lucchetto verde sulla sinistra dell’indirizzo. Facebook, ad esempio, è un sito sicuro, così come Google.it. HTTPS-Everywhere, inoltre, è un plug-in di Firefox che costringe a usare una connessione protetta HTTPS anche nei siti dove non è presente.

Article source: http://www.tecnocino.it/2015/03/articolo/come-proteggere-la-propria-password-di-facebook/60759/

Filed under: Tecnology No Comments
1Apr/150

Come provare Windows 10 su Mac gratis e legalmente


Siete intrigati da Windows 10 ma non siete intenzionati a spendere centinaia di euro solo per un nuovo portatile? Potete provare Windows 10 su Mac gratis e legalmente. Bisognerà usare un programma di virtualizzazione, che permette, cioè, di usare una versione completa di un altro sistema operativo (in questo caso Windows 10 ma avrebbe potuto essere anche Linux) senza doverlo installare completamente, e poterci lavorare sopra. Meglio usare una macchina con un hardware di livello medio o superiore.

Installare un programma di virtualizzazione

Per poter provare Windows 10 su Mac esistono tre software: Parallels Desktop, VMware Fusion e Oracle VirtualBox. Per i neofiti, consigliamo uno dei primi due poiché sarà più facile configurare e installare Windows 10, ma VirtualBox ha l’enorme vantaggio di essere un software gratuito per sempre (Parallels Desktop e VMware Fusion chiederanno un pagamento dopo due settimane o un mese). L’operazione di virtualizzazione, che permette di provare un sistema operativo diverso e usarlo senza dover effettivamente installare il sistema operativo sostituendo quello in uso, è gratis e legale.

Scaricare la ISO di Windows 10 Technical Preview

Dal sito ufficiale Microsoft potrete scaricare la ISO di Windows 10 Technical Preview. Per farlo, dovete prima iscrivervi al programma Windows Insider, che permette di accedere in anteprima al software in via di sviluppo. Scaricatevi la versione a 64-bit, ossia quella x64. Il peso del file è di circa 3 GB.

Configurare il programma

Questa guida si baserà su VirtualBox che, come detto, è completamente gratuito. Una volta installato il programma, cliccate sul tasto New. Nel campo Name inserire “Windows 10″ per comodità. Potete assegnare qualsiasi nome vogliate. In Type inserite Microsoft Windows. Dal menu Version selezionate Windows 8.1 (64 bit). Ora potete creare la macchina virtuale, fondamentale per virtualizzare Windows 10. Fatto ciò, dovete creare un disco rigido selezionando VDI nel campo File Type e fare sì che il disco sia “dynamically allocated”. Premete poi su Start per avviare la macchina virtuale. Si aprirà una schermata con scritto “Please select a virtual optical disk file or a physical optical disk to start your new virtual machine from”. In poche parole, dovrete scegliere la posizione della ISO di Windows 10 che avete scaricato cliccando sull’icona a forma di cartella. Selezionate la ISO, cliccate su Start e seguite la procedura di installazione.

Article source: http://www.tecnocino.it/2015/03/articolo/come-provare-windows-10-su-mac-gratis-e-legalmente/60753/

Filed under: Tecnology No Comments
1Apr/150

Meerkat app: come funziona e come usarla


Usi Twitter frequentemente per lavoro o per questioni ludiche? Hai molti followers che vorresti intrattenere o ai quali far conoscere i tuoi servizi? Allora devi provare Meerkat questa applicazione, collegandosi al tuo account Twitter, ti permette di trasmettere il tuo show in streaming ai tuoi followers. Si si lo so adesso tu sei tutto preso da Periscope ma è sempre buono avere una valida alternativa da utilizzare, concediti 5 minuti per leggere questo articolo e poi fammi sapere quale preferisci (se ti va lascia il tuo feedback nei commenti).

MEERKAT: COME FUNZIONA ?

Meerkat è gratuita ed è disponibile sia per iOS che per Android, una scaricata ed installata il primo step da seguire è quello di di abbinare l’applicazione al nostro account Twitter. A questo punto siete pronti per il vostro primo streaming. Nella schermata principale avete la possibilità di scegliere se programmare lo streaming o se iniziare subito.

Nel momento che iniziate il vostro show i vostri followers su riceveranno un tweet che gli avviserà dell’inizio dello show. A questo punto gli basterà cliccare sul link (naturalmente devono avere l’applicazione installata) per partecipare. Una volta dentro abbiamo anche la possibilità di interagire tramite la chat e di lasciare, tramite like, il nostro feedback sullo stream in corso.

MEERKAT: COME USARLA ?

Ok come funziona l’abbiamo capito ma adesso la domanda successiva è la seguente: “Ok ma a cosa mi serve Meerkat?” Tralasciando la parte ludica che potete testare con i vostri amici andiamo a vedere come impiegarla in ambito più professionale.

La prima che mi viene in mente è quella più vicina alla mia realtà, sono un blogger e vengo invitato ad un conferenza/evento. Voglio far partecipare i lettori fedelissimi del mio blog, quindi potrei qualche stream durante le fasi più interessanti della conferenza.

Altro esempio che mi viene in mente potrebbe essere quello di una Azienda che sta per lanciare, o che ha già lanciato, un nuovo prodotto e vuole mostrare ai suoi clienti fedeli come funziona o quali sono le sue caratteristiche.

Oppure sei un personaggio famoso e vuoi farti conoscere meglio dai tuoi seguaci, ogni tanto potresti fare uno stream nel tuo privato per far vedere cosa fai nella vita di tutti i giorni. E tu come la useresti? Lascia la tua idea nei commenti.

Article source: http://www.tecnocino.it/2015/03/articolo/meerkat-app-come-funziona-e-come-usarla/60751/

Filed under: Tecnology No Comments
1Apr/150

HTC One M9 Plus: il phablet in uscita il prossimo 8 aprile

Ancora prima dell’ufficializzazione di HTC One M9 a inizio mese in occasione del Mobile World Congress di Barcellona, alcune voci di corridoio tenaci sostenevano che un altro smartphone top di gamma sarebbe stato lanciato poco dopo la presentazione del modello standard. Il suo nome? Al momento si parla di HTC One M9 Plus. Conosciuto con il nome in codice HTC Hima Ultra, il dispositivo mobile sarebbe una variante dal formato phablet di M9 che uscirà a breve nei nostri negozi. Il mobile riprenderebbe quindi lo stesso design, ma con un display più grande da 5.5 pollici con risoluzione QHD da 2560×1440 pixel. Il nuovo arrivato in Casa HTC disporrebbe di un processore MediaTek MT6795 invece del Qualcomm Snapdragon 810.

Da notare che queste prime indiscrezioni sono e rimangono indescrizioni, vale a dire notizie che hanno di ufficiale proprio nulla. Tuttavia, non dovremmo aspettare ancora molto prima di sapere se questi propositi saranno veritieri o meno. Il costruttore ha infatti mandato da poco degli inviti a svariate testate giornalistiche asiatiche per l’8 aprile prossimo in un evento che si terrà a Pechino. Ma da quanto sostengono le fonti più affidabili, non ci sono dubbi su cosa annuncerà il costruttore taiwanese. Su un documento “ufficiale”, la fonte sostiene di aver visto addirittura un’immagine evocativa che sembra presentare la scocca del nuovo smartphone. La protezione in vetro zaffiro del modulo fotografico sarebbe tonda, mentre su One M9 è quadra.

Il fatto che l’evento riguardi solamente la stampa è legato molto probabilmente al fatto che One M9 Plus uscirà prima di tutto in Asia. Tuttavia, mentre le prime voci di corridoio parlavano della possibilità che questo phablet potrebbe non essere commercializzato a livello internazionale, nuove informazioni affermano ormai che sarà disponibile almeno in Europa dopo il lancio in Asia. Per il resto, numerose immagini sono trapelate e consentono di farsi un’idea più precisa del design del nuovo top di gamma taiwanese. Ultimo ma non di certo per importanza, si trovano già in giro i primi sfondi QHD che dovrebbero adattarsi alla perfezione al nuovo HTC One M9 Plus.

HTC One M9 vs Samsung Galaxy Note 4: il confronto duello

415

Article source: http://www.tecnocino.it/2015/03/articolo/htc-one-m9-plus-il-phablet-in-uscita-il-prossimo-8-aprile/60745/

Filed under: Tecnology No Comments
1Apr/150

Pesce d’aprile: i più celebri e famosi della storia

Perché pesce e perché proprio il 1 Aprile? Ci sono svariate teorie, nell’Antica Roma (e in India) era il Capodanno, poi dall’introduzione del Calendario Gregoriano nel 1582, è stato spostato al primo gennaio. Dal 25 marzo al 1 aprile si festeggiava l’avvento del nuovo anno con feste e doni. Da quando è stato anticipato al 1 gennaio in Francia la tradizione racconta che si usasse consegnare pacchi regalo vuoti al vecchio capodanno. L’usanza era chiamata poisson d’Avril ossia pesce d’Aprile. Nei paesi di lingua spagnola si celebra d’autunno in ricorrenza dei Santi Innocenti. Andiamo a scoprire i più celebri sia dopo il salto sia nella nostra fotogallery qui sopra.

L’ORIGINE DEI PESCI

Ma c’è chi pensa che l’origine sia ancora prima, in corrispondenza al mito di Proserpina, rapita da Plutone, la cui madre poi cade sotto l’inganno di una nifa o forse il Pesce coincide con la festa pagana della Venere Verticordia alcune possibili comunanze con l’usanza attuale.

I PRIMI PESCI

XIII Secolo. Una delle prime grandi burle riportate è del maestro Buoncompagno da Firenze. Verso la fine del XIII secolo aveva richiamato tutta la città per mostrare il suo fantasmagorico paio di ali per volare. Peccato che al Monte di Santa Maria il Buoncompagno non spicchi il volo a causa di… un vento eccessivo.

I PESCI DELL’800

Marzo 1878: il giornale la Gazzetta d’Italia annuncia che i fiorentini potevano assistere al parco delle Cascine alla cremazione di un mahrajà indiano. La cremazione all’epoca era sconosciuta in Italia, si raduna una gran folla, ma dopo ore di attesa non succede niente. Finché sbucano da un cespuglio alcuni ragazzotti urlando “Pesci d’Arno fritti!”

I PESCI DEI PRIMI ANNI DEL ’900

1938. Il Pesce D’Aprile più famoso è senza dubbio quello del 1938 firmato Orson Welles (foto). In realtà però per problemi tecnici viene posticipato al 30 Ottobre: è la famosissima farsa dello sbarco dei marziani sulla Terra. Pur essendo palesemente registrata, con anacronismi evidenti e con tanto di pubblicità!, molte persone sono ricoverate per malore e in alcune città impazzano fughe di massa. “La Guerra dei Mondi” mette in ginocchio il paese.

I PESCI DEGLI ANNI ’50

1957. La BBC mostra un documentario sulla scoperta di un albero per la coltivazione degli spaghetti in Svizzera. Molte persone telefonano per chiedere maggiori informazioni.

I PESCI DEGLI ANNI ’60-70

1965. Sempre la BBC annuncia la tecnologia Smell-o-vision, che permette di percepire odori e profumi mentre si guarda una trasmissione. Nel 2009 si vedrà poi realizzare l’idea con Smellit.

1977. Il Guardian racconta dell’isola di San Serriffe con tanto di foto. Il nome è tratto da un carattere di stampa. Anni ’70. L’unità di misura del tempo cambia non sarà più basata su ore, minuti e secondi ma sul sistema metrico!

I PESCI DEGLI ANNI ’80

Anni ’80. Durante una trasmissione televisiva per ragazzi viene presentato Chippy (Fish and Chips oltre a Chip inteso come circuito), un folle lettore di musica in grado di contenere migliaia di brani. Venti anni dopo arriva il Lettore Mp3.

I PESCI DEL 2000

2006. Wikipedia annuncia di voler chiudere dietro pressione di un utente sconosciuto.

2008. La BBC mette in programma un documentario su una nuova razza di pinguini volanti. L’autore del filmato è uno dei membri dei Monty Python “responsabili” della parola SPAM associata alla posta spazzatura.

Article source: http://www.tecnocino.it/2015/04/articolo/pesce-d-aprile-i-piu-celebri-e-famosi-della-storia/13343/

Filed under: Tecnology No Comments
1Apr/150

Pesci d’Aprile più belli e divertenti di Google

Arrivano i pesci d’aprile 2014 di Google con tre chicche davvero spettacolari ossia la ricerca dei Pokemon su Google Maps, gli autoscatti via Gmail con i Shelfie e la Magic Hand, una mano robotica tecnologica che sostituisce la mano naturale. Iniziamo da Pokemon Challenge, che è stato svelato in Giappone non appena è scattata la mezzanotte del primo aprile: trattasi di uno speciale gioco su Google Maps che consente di andare alla caccia di 150 mostriciattoli sparsi in tutto il mondo, utilizzando l’immancabile Pokedex e avendo come tempo limite solamente fino al 2 aprile prossimo. È disponibile anche in Italia: andiamo a scoprire come attivarlo e sfruttarlo e come apprezzare anche tutte le altre burle del motore di ricerca.

Pokemon Challenge

Per giocare con Pokemon Challenge non resta che andare sulle applicazioni per Android e per iOS di Apple e recarsi nel campo di ricerca, poi cliccare su Cattura. Da quel momento, le mappe cambieranno acquisendo elementi e componenti mai visti prima, con un mix di grafica 8bit davvero deliziosa. Si sarà trasportati magicamente presso il Cern di Ginevra in Svizzera, che fungerà un po’ da base da dove partire per la ricerca dei mostriciattoli sparsi in tutto il planisfero. Si dovrà così scorrere con il mouse tra pianure, montagne e fiumi/laghi/mari/oceani per scovare tutti e 150 i Pokemon. Grazie al Pokedex – il mini computer portatile della saga – si potranno leggere tutte le schede sugli animaletti, visualizzando anche foto e video.

Gmail Shelfie

La novità hardware di Google ha una scheda tecnica di tutto rispetto che comprende una batteria da 17 ore di autonomia, ingresso USB 2.0, connettività Bluetooth, Wi-Fi e IrDA e modifica anche il suono operativo passando dai 22dB in modalità mano normale ai 30dB in modalità zampa felina. Stiamo parlando di Google Magic Hand che è una vera e propria mano sostitutiva che consente a quella naturale di riposare. Basta azionare infatti sul controller per permettere all’arto robotico di agire sul display dello smartphone o tablet con grande precisione e in modo personalizzato all’umore dell’utente. Geniale.

Sharable Selfie

Gmail si arricchisce di una nuova funzionalità chiamata Shelfie ossia Sharable Selfie che consente di inviare appunto autoscatti via posta elettronica: foto che poi il destinatario potrà utilizzare come sfondo per la casella online. Come testimonial c’è nientemeno che Katy Perry ed è infatti uno spettacolo ricevere un selfie da lei e vederlo a tutto schermo, ma non si può dire lo stesso di buona parte dei nostri amici e colleghi di lavoro… a proposito di Pesci d’Aprile di Google, date un’occhiata anche a Google Moon Plus.

Article source: http://www.tecnocino.it/2015/04/articolo/pesci-d-aprile-piu-belli-e-divertenti-di-google/47355/

Filed under: Tecnology No Comments
31Mar/150

Google reveals budget Chromebooks including a $249 ASUS convertible

Ladies and gentlemen, get ready for some new Chromebooks. Yep, Google has just announced four new Chrome OS laptops, all of which lean toward the budget-friendly end of the spectrum. They are the ASUS Chromebook Flip, the ASUS Chromebook C201, the Hisense Chromebook and the Haier Chromebook 11 (This also comes in an educational version dubbed the 11e). Though it's the priciest model at $249, the most notable one by far is ASUS' Chromebook Flip. Not only is it the slimmest of the bunch with a thickness of only 15mm, it has a 10.1-inch touchscreen IPS display that can be flipped (hence the name) 360 degrees around.

ASUS Chromebook Flip

I didn't have much time to get a real feel for the Flip, but it does remind me a lot of ASUS' other flipping laptop, the ASUS Transformer Book Flip. The Chromebook flip is very lightweight at less than two pounds and I was able to hold it with one hand quite easily. Thanks to an internal accelerometer, the screen orientation changes depending on how the laptop is positioned -- as you can see in the image here, it's rotated 180-degrees when in the upside-down teepee formation. In this converted state, the software in the Chromebook Flip is smart enough to bring up touch-centric controls like a virtual keyboard and handwriting recognition whenever you tap an empty text field. Flip it around to regular laptop mode, however, and these extra modes will disappear, as it recognizes that you now have a full keyboard at your disposal.

Hisense Chromebook

The Haier and the Hisense laptops, on the other hand, are decidedly less glamorous. Instead of a sleek all-metal frame, the Haier and the Hisense models are clad in utilitarian black plastic. Still, that isn't necessarily a bad thing. The Hisense in particular has a pleasant pebbled texture that contributes to a firmer grip and I quite like the feel of the metal palm rest. They both have almost the same dimensions -- the Hisense is 11.7 by 8.8 by 0.6 inches and weighs about 3.3 pounds while the Haier is a touch smaller at 11.4 by 8.1 by 0.71 inches and 2.54 pounds. Both have 11.6-inch screens with 1366x768 resolution and 200 nits of brightness. I wasn't too impressed with what I saw of the displays -- the colors seem washed out and rather lackluster -- but for low-end budget models, they're perfectly functional.

Haier Chromebook 11 and 11e

I was also a fan of the Haier 11e educational Chromebook. It's a lot more durable against everyday wear and tear and is water- and spill-resistant due to tiny drainage holes in the chassis. Unlike the regular Haier Chromebook 11, the 11e has a removable battery along with a built-in handle, presumably so kids can easily carry it from class to class. ASUS' Chromebook C201 is a bit of a mystery as I wasn't able to handle it myself, but Google tells us it has a 11.6-inch display and the internals are about the same as the rest.

ASUS Chromebook C201

As for those internals, well, all of the above Chromebooks come equipped with a Rockchip 3288 SoC with 2GB of RAM and 16GB flash memory (eMMC). They all also have 802.11 ac WiFi, a 720p HD front-facing camera, two USB 2.0 ports, a microSD card reader, Bluetooth 4.0 and an ARM Mali 760 quad core GPU. Battery life fluctuates from model to model -- the Flip promises up to 10 hours, the Hisense has 8.5, the Haier has 10 while the Chromebook C201 promises 13.

The main draw with all of these, of course, is price. The Flip will be available for $249, the C201 starts at $169, while both the Haier and the Hisense models will cost $149 each. The Flip should be out later this Spring, the C201 will be on Amazon in May, and both the Haier and Hisense models are avaiable for pre-order today. The Haier is available through Amazon while the Hisense can be purchased through Walmart.

ASUS Chromebook C201

31Mar/150

Microsoft technology gives Seattle 5,000 times faster public WiFi

Techie culture-vultures aren't likely to encounter Vine upload fails anymore at Seattle's home to arts, culture and the Space Needle thanks to Microsoft. The city's biggest patron has installed a new WiFi service at the Seattle Center that uses new technology to blow away the previous system's speed and capacity. The installation is a pilot program for Microsoft Research's white space tech that harnesses long-range, wall-penetrating TV signals. Along with quadruple the access points, the tech gives the Seattle Center public WiFi speeds up to 5,000 times faster, letting you Skype, Vine and Meerkat to your heart's content.

The previous system supported basic browsing only and often didn't work at all with too many users online. Microsoft told the Ballard News-Tribune that "this technology can handle more than 25,000 users at a time," which should be a boon during concerts and other big events. The pilot is also part of a city-wide program to improve public WiFi, and Microsoft's white space tech "may be deploy(ed) to other neighborhoods in the city," according to Mayor Ed Murray. To use the tech, you just have to log on to the "Microsoft Wi-Fi Seattle Center" network, with a free app coming soon.

[Image credit: AFP/Getty Images]

http://www.engadget.com/2015/03/31/microsoft-seattle-center-wifi/?ncid=rss_truncated

Filed under: Tecnology No Comments
31Mar/150

Charter buys a cable company to make up for losing Time Warner

Charter lost out on its chance to snatch Time Warner Cable before Comcast made its move, so it's settling for the next best thing. The company just unveiled plans to acquire Bright House Networks, a cable provider that's mostly big in Florida, for about $10.4 billion. Reportedly, the move is about getting "strategic flexibility" and solidifying Charter's position as the second-largest cable company in the US. In other words, it wants to both improve its clout in relation to Comcast (even if the two don't have competing networks) and streamline its costs. That last part is important in an era where services like Netflix are diminishing the importance of conventional TV. If Charter can't have TWC, it can at least prepare for a future where it can't depend on expensive programming bundles to turn a profit.

[Image credit: AP Photo/Matt Rourke]

http://www.engadget.com/2015/03/31/charter-buys-bright-house/?ncid=rss_truncated

Filed under: Tecnology No Comments
31Mar/150

MacBook Pro with Retina display review (13-inch, 2015)

Nope, it's not the new MacBook. That review will need to wait until next month. What we have here is the 13-inch MacBook Pro with Retina display. For all intents and purposes, it's the same one we last tested in late 2013, except for one important thing: It swaps out the old trackpad in favor of a pressure-sensitive "Force Touch" pad that responds differently depending on how hard you bear down on it. (A hard-press on the skip button in QuickTime, for instance, will let you fast-forward at warp speed.) In addition, the new MBP brings all the spec upgrades you'd expect in a system refresh, including faster SSDs, fresh graphics and Intel's latest Core processors. At $1,299-plus, it's priced the same as before, and since the design and Retina display haven't changed, you're likely to enjoy it as much as you did the last-gen model. I can't promise you'll love the new touchpad, though.

Apple MacBook Pro with Retina display review (13-inch, 2015)

Summary

The refreshed Retina display MacBook Pro brings faster performance and longer battery life, along with the same stunning screen and comfortable keyboard. This time around, though, Apple also traded in its already-best-in-class trackpad for a new, pressure-sensitive one. While it's almost as comfortable to use as its predecessor, we're not convinced these new touchpad tricks were worth making the switch. That said, the 13-inch Retina MBP remains one of the few laptops of this size that offers such long battery life and this kind of graphics clout.  

Hardware (but mostly the trackpad)

If you already own a recent MacBook Pro, or have even futzed around an Apple Store, then you know what to expect here. The new MBP, like so many before it, is constructed from a seamless block of machined aluminum, with springy, well-spaced keys and a crisp 2,560 x 1,600 display, framed by a thin, barely there bezel. As before, the machine measures a slim 0.71 inch thick, though Apple is listing the weight as slightly heavier this time around: 3.48 pounds, as opposed to 3.46. Big whoop.

Around the edges, you get the same selection of ports: two USB 3.0 connections, a full-sized HDMI socket, two Thunderbolt 2 ports, an SD card slot and a headphone jack. Nope, no USB Type-C ports like on the new MacBook -- at least not this time around.

Oh, and the aluminum lid and chassis are still scratch-prone. With that, I am done talking about the MacBook Pro's hardware.

Except for the new trackpad, of course. I have plenty more to say about that. For starters: What a risky thing for Apple to do, replacing the touchpad that's already the best in its class. Reviewers like it; users seem to like it. So what's the problem? If it ain't broke, don't fix it, right? Right. Except for the fact that the Force Touch pad can do things the Mac regular trackpad can't. I already gave the example of pressing down on the skip keys in QuickTime to rewind or fast-forward at 60x speed. But there are other use cases: You can use the "Force Click" in Safari to get Wikipedia previews and word definitions. You can annotate in Mail and Preview. Speaking of Mail, you can Force Click on an address and see it in a pop-up map. You can also use it in Finder to preview files. And those are just built-in Mac apps; developers can build this feature into third-party apps as well.

Before I get into the utility of all this, though, allow me to take a step back and explain how this thing works. Though it's about as spacious as the one on the old model, the new Force Touch pad does away with the old-school "diving board" -- the hinge mechanism that makes it easier to press down on the bottom portion of a touchpad than on the top. In fact, the trackpad here doesn't have any buttons; there's nothing to depress when you bear down with your finger. Instead, Apple fools you into believing you're clicking something. How? With the use of a "Taptic Engine" -- a bunch of wires coiled around a magnetic core that provide vibrating haptic feedback to match whatever you're doing onscreen. It's so convincing, in fact, that I would sometimes forget it wasn't a normal trackpad -- until I turned the machine off, anyway, and was left with a stiff piece of glass.

That said, these "button presses" don't feel like using a touchpad on other MacBooks. If you're coming from an older model, as I am, you'll notice the new trackpad feels shallower; even though Apple makes it feel like you're clicking something, your finger isn't "pressing down" as far as it normally would. This was an adjustment for me, but I found a few ways to get past it. First off, I turned on the "tap-to-click" option in the settings, which helped me avoid "clicking" when it initially felt too weird. (To be fair, I always have tap-to-click enabled on my own Mac, so this didn't feel like much of a workaround for me.) Secondly, there's also an option in the settings to adjust the click pressure. Moving it from "medium" (the default) to "light" also helped soften the learning curve.

Mostly, though, it just took time. After two days with the Force Touch pad, I was more or less used to it. Heck, if I weren't switching back and forth between the new Pro and my own MacBook Air, I might have adjusted even sooner.

But back to my original question: Was this all worth it? Do the benefits of a pressure-sensitive touchpad outweigh the inconvenience of taking away the one people are used to? I'm not convinced they do. In Safari, at least, the novelty wore off quickly, particularly since it often took me several tries to get it right. Sure, it's cool to be able to Force Click on a word and be able to see a dictionary definition or a Wikipedia preview, but because I never fully got the hang of the gesture, it was far easier to just open a new browser tab and do a quick Google search. In that respect, the Force Touch pad didn't change my habits. Same with Finder: When you Force Click on a thumbnail to preview it, the actual "preview" is still too small to really get a good look at what's in there. I'd still prefer to use a keyboard shortcut: hitting the space bar to open a much larger preview.

I did enjoy the super-fast fast-forwarding, though. For me, at least, that might be the best and most practical reason to have a pressure-sensitive trackpad. Even so, the Force Touch feels like just another nice-to-have feature; I don't mind that it's there, and I ultimately got used to it, but it's also not something I particularly needed. It's certainly not essential on the level of the Retina display, which basically spoiled the lower-res MacBook Air screen for me and many other users. Every Mac should have a Retina panel; the Force Touch trackpad I can take or leave at this point.

Performance and battery life

The refreshed MacBook Pro arrives not long after Intel started shipping its fifth-generation Core processors, code-named "Broadwell." As you'd expect, then, the Pro comes with your choice of new Core i5 and i7 chips, though only dual-core for now, as Intel hasn't released its quad-core Broadwell processors yet. Also not surprising: The performance boost is in many ways a fairly modest one. When Intel first announced these chips, it said we should only expect a 4 percent gain in productivity-oriented tasks. So it makes sense, then, that the MacBook Pro's results in general-performance benchmarks are only marginally better than they were a year and a half ago. Armed with a 2.7GHz Core i5 processor and 8GB of RAM, I saw less than a 100-point difference in tests like Geekbench and Xbench.

That said, Broadwell promises some bigger gains in graphics -- after all, a whole two-thirds of the die area is dedicated to graphics. In particular, according to Intel, Broadwell machines should deliver a 22 percent improvement in 3D graphics benchmarks, and up to 50 percent faster video-conversion time. And the new MacBook Pro actually does most Broadwell machines one better: As before, it uses the chip maker's high-end "Iris" solution, instead of the usual Intel HD graphics. Given that the MBP is mainly intended for prosumers and creative pros, I decided to test the Iris 6100 graphics by loading up Final Cut Pro with a handful of 4K clips. Aside from one dropped frame -- brought on by trying to add a transition -- video playback was smooth. In fact, I was usually able to add effects in real time without causing any hiccups or slowdowns.

In gaming, meanwhile, I saw a slight bump in Batman: Arkham City (the same game I used to test the late 2013 model), with frame rates rising from 32 fps to 33. Not really surprising, that: The Pro was never intended as a gaming machine, per se.

Even more than the new processor, though, the biggest improvement might be disk speeds. Though the Retina display MacBook Pro has had PCIe-based SSDs (which are faster than mSATA ones) for about a year and a half now, Apple says the PCIe drives used in the latest MBP are twice as fast as the first PCIe SSDs used. Specifically, the company says its new disks can reach peak read speeds of 1.6 GB/s and max sequential write speeds of 1.5 GB/s. Indeed, in the Blackmagic disk test I got average read speeds of 1.3 GB/s, nearly matching the promised rate, although my write speeds came to an average of 643.6 MB/s. That's still higher than just about any other 13-inch laptop I've tested recently; I just couldn't reach those theoretical speeds of one and a half gigabytes per second. In real-world use, this translates to snappy performance, affecting everything from app load times to cold boot-ups (I recorded 13 seconds to get to the login screen).

Apple says the new 13-inch Retina display MacBook Pro is capable of up to 10 hours of web browsing, or up to 12 hours of iTunes video playback. Sure enough, I logged 11 hours and 23 minutes in Engadget's video looping test, using an episode of Breaking Bad I purchased through iTunes. That does indeed match Apple's own estimate, and I suspect I could have actually broken the 12-hour mark had I not chosen such punishing battery settings. (As I do when I test Windows PCs, I kept the MacBook Pro from going to sleep or dimming its display when unplugged.) And hey, even 11.5 hours is impressive for a machine in this class -- the only other system I've seen recently that matches that is HP's Spectre x360.

Still, I was surprised the battery didn't last even longer. First off, though the machine meets Apple's estimates, the Macs I've tested usually exceed expectations -- that's why the late 2013 model, which was rated for nine hours of runtime, actually clocked more than 11 hours. That brings me to point number two: The battery life here more or less matches what I got a year and a half ago. Also, to even achieve flat year-over-year battery life, I had to stick with iTunes; when I played movies through QuickTime and/or used a file I downloaded from somewhere else, the battery life was up to an hour shorter. To be fair, even Intel warned that battery life gains with Broadwell would be fairly modest over last year's processors, but still, I did expect more of an improvement. For the record, at least, other reviewers have noted bigger gains; I'm just not sure why I wasn't able to replicate their test results. I'll continue running some tests and will update this review if anything changes.

Configuration options

The 13-inch Retina display MacBook Pro starts at $1,299 with a 2.7GHz fifth-generation Intel Core i5 processor, Intel Iris Graphics 6100, 8GB of RAM and a 128GB PCIe-based solid-state drive. From there, you can upgrade to a slightly faster 2.9GHz Core i5 processor for an extra $100, or a 3.1GHz Core i7 CPU for $300. You can also double the RAM to 16GB for $200. Want more storage? Apple also sells a 256GB model ($1,499) and one with a 512GB SSD ($1,799). In the case of the $1,499 model, it has the same specs as the $1,299 variant, just with more storage. If you spring for the $1,799 model with 512GB of storage, though, you'll also get that slightly faster 2.9GHz processor. There's also a $500 1TB SSD option, but it's only offered as an upsell on the $1,799 model.

One thing you won't find on the 13-inch Retina MBP: a discrete graphics option. That's only available on the 15-inch model, and even then, it'll cost you at least $2,499.

The competition

Mac diehards who want a laptop with decent graphics really only have one option: the Retina display MacBook Pro. For those of you who are more OS agnostic, though, you have a few other good PC options. Most don't have quite the same graphics clout as the 13-inch Retina MBP, but they do at least offer similarly sharp screens, premium build quality and long battery life. My personal favorites: the Dell XPS 13 ($800-plus) and HP Spectre x360 ($900-plus). Starting with the Dell, it weighs 2.6 pounds and has a nearly bezel-less (up to 3,200 x 1,800) display that allows it to have a much smaller footprint than a typical 13-inch laptop. All told, it earned a score of 90 in our review, thanks not just to the compact design and crisp screen, but also a comfortable keyboard, fast performance and surprisingly good audio. My only real pet peeve may have been the occasionally temperamental touchpad.

As for the Spectre, it has a 2,560 x 1,440 screen option and a machined aluminum build that some might say was inspired by the MacBook itself. I haven't published my review yet (working on it!), but I can tell you now, the battery life is impressive: about 11.5 hours of video playback in my tests. It's also lighter than the MacBook Pro, with the weight ranging from 3.17 to 3.26 pounds, depending on the configuration. Again, still polishing off my review, but I think it's safe to say this is a solid option if you're looking for a premium, high-performing 13-inch machine.

If, in the end, you find graphics don't matter that much -- and that you can maybe even live without the sharp screen -- Apple's 13-inch MacBook Air is cheaper, at $999. It's also lighter with longer battery life. And it has the old touchpad too, if that's what you prefer, but again, you'd be giving up that sharp screen to get it. Decisions, decisions...

Wrap-up

The refreshed Retina display MacBook Pro is mostly an incremental improvement over the previous model, with even faster disk speeds and stronger graphics, along with the same comfortable keyboard, slim design, long battery life and stunning screen. The only area where the MBP represents a possible step backward is the touchpad. To Apple's credit, the pressure-sensitive Force Touch pad is interesting, and has the potential to become more useful as third-party developers start to incorporate the "Force Click" into their own apps. In fact, I'm still curious to see what a potential Force Touch iPhone might look like; perhaps the tech would make more sense there, where having pressure sensitivity doesn't mean forfeiting a best-in-class trackpad. Right now, though, Force Touch feels like a solution to a problem I'm not sure anyone had. At worst, it's a gimmick; at best, it's a nice-to-have feature. Either way, although the new touchpad doesn't feel quite the same as the ol' "diving board," you should at least get used to it quickly.

In the end, too, despite its flaws (the shallower touchpad, the continued lack of a discrete graphics option), the 13-inch Retina display stands as one of the only laptops of this size that offers this level of portability, screen quality and graphics power, not to mention this nice a screen. If you need a lightweight machine with enough processing clout for a little 4K video editing, this is still one of your best bets.

Apple MacBook Pro 15-inch with Retina Display (mid 2014)

  • Key specs
  • a href="http://www.engadget.com/products/apple/macbook-pro/15-inch-with-retina-display/mid-2014/" title="Apple MacBook Pro 15-inch with Retina Display (mid 2014) reviews" target="_blank"

    Reviews 5

    /a

  • Prices
  • Discussions


  1. 1





    Should I wait for new MacBook Pro 15'' retina or buy the current one


  2. 2





    Is Apple losing their focus on hardware?


  3. 7





    Why Are Apple Haters so Vicious?

Article source: http://www.engadget.com/2015/03/31/macbook-pro-with-retina-display-review-13-inch-2015/?ncid=rss_truncated

Filed under: Tecnology No Comments