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19Oct/170

VW Maggiolino trasformato in telefono!

Per il video della settimana una curiosità: nella gallery sopra e nella clip sotto potete ammirare un pazzo esempio di auto modificata all’estremo, si tratta di una Volkswagen Beetle, Maggiolino, trasformata in un telefono-car. E suona pure!

Si tratta di un Volkswagen Beetle del 1975 che è stato modificato da Howard Davis per promuovere l’operatore telefonico Datel Communications

Ma non perdetevi anche la rovinosa caduta di Frank Schleck giù da un burrone al Giro di Svizzera 2008, fortunatamente senza conseguenze…

Article source: http://www.tecnocino.it/2008/06/articolo/vw-maggiolino-trasformato-in-telefono/10822/

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19Oct/170

Frankencamera: fotocamera digitale open source

Frankencamera è una fotocamera digitale come non se n’erano viste mai: il nome suggerisce parte della sua natura visto che è composta da pezzi rubati qua e là da vari device hitech. Ma la vera forza di Frankencamera è il fatto di essere open source, la prima fotocamera al mondo aperta e personalizzabile.

Frankencamera è nata dal lavoro di un professore e di uno studente dell’Università di Stanford. Il sistema operativo usato è Linux che permette una grande e ampia personalizzazione di tutte le impostazioni interne. Via libera agli smanettoni anche nel settore ancora vergine delle fotocamere digitali: potranno creare applicazioni ad hoc per l’editing, ma anche per effetti speciali “in diretta” e strumenti per controllare le impostazioni di base in modo innovativo.

Il team composto da Marc Levoy e Andrew Adams ha un unico obiettivo, quello di creare una fotocamera innovativa nella sua semplicità, nella possibilità di aggiungere o sostituire componenti standard e con il sistema operativo open source che fa forza su un pool di sviluppatori.

Frankencamera potrebbe aver un costo inferiore ai 1000 euro (ancora tanti per molti consumatori), il prototipo è dotato di un chip di Texas Instruments, display LCD standard, obiettivo Canon EF-S 10-22mm e sensore fotografico da 5 megapixel preso da un Nokia N95.

Article source: http://www.tecnocino.it/2009/09/articolo/frankencamera-fotocamera-digitale-open-source/15725/

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19Oct/170

Huawei Mate 10 Pro vs iPhone X: il confronto

Confronto e scontro tra Huawei Mate 10 e iPhone X, due smartphone top di gamma che puntano a conquistare il mercato e lo scettro di miglior smartphone, il primo con sistema operativo Android, mentre il secondo con sistema operativo iOS. Comparativa tra due dispositivi molto diversi sia per quanto riguarda le dimensioni, specifiche tecniche, caratteristiche, che il sistema operativo. In questo confronto andiamo ad analizzare accuratamente la scheda tecnica del nuovo Huawei Mate 10 Pro e a compararla con quella di iPhone X con focus su design, schermo, processore, memoria RAM, memoria interna, fotocamera, batteria, sistema operativo e prezzo. Non resta, quindi, che andare a vedere da vicino chi è, tra Mate 10 Pro e iPhone X, lo smartphone con la miglior scheda tecnica e performance.

Huawei Mate 10 Pro vs iPhone X: design a confronto

Il design di Huawei Mate 10 Pro dimostra come il produttore cinese abbia deciso di aver un approccio minimalista, con l’introduzione di cornici sottili e . Durante la presentazione ufficiale è stata posta particolare attenzione al bilanciamento perfetto di tutta la scocca. Non solo, il display con aspect ratio 18:9 lo rende uno smartphone facile da utilizzare, anche con una sola mano. Le dimensioni di Huawei Mate 10 Pro sono pari a 154.2 x 74.5 x 7.9 mm, per un peso complessivo di 178 grammi.

Il design di iPhone X è totalmente rinnovato rispetto ai precedenti modelli. Le cornici sono state ridotte al minimo, seppur mantenendo sulla parte alta dello schermo una cornice nera in cui sono presenti la fotocamera frontale e tutti i vari sensori per la funzione Face ID, di riconoscimento facciale. iPhone X non ha più nessun pulsante fisico Touch ID per effettuare lo sblocco, bensì si appoggia alla fotocamera anteriore e alla funzione Face ID. Le dimensioni di iPhone X sono pari a 143,6 x 70,9 x 7,7 mm, mentre il peso è di 174 grammi.

Huawei Mate 10 Pro vs iPhone X: differenze nello schermo

Lo schermo di Huawei Mate 10 Pro offre una diagonale di 6 pollici, tecnologia Huawei FullView OLED, risoluzione pari a 2160×1080 pixel e densità pixel per pollice pari a 402ppi. La scelta del pannello OLED offre la possibilità di godere la tecnologia HDR10, nuovo standard per la visione di colori vivaci e luminosi.

Il display di iPhone X ha una diagonale inferiore a quella di Huawei Mate 10 Pro, ovvero5.8 pollici con tecnologia OLED, risoluzione pari a 2436 x 1125 pixel e densità pixel per pollice di 458ppi. Non mancano le funzionalità come True Tone, che aggiusta il bilanciamento del bianco in base al luogo in cui ci si trova, il 3D Touch e il supporto alla gamma cromatica DCI-P3.

Huawei Mate 10 Pro vs iPhone X: processori a confronto

Il processore di Huawei Mate 10 Pro è uno dei più importanti passi in avanti realizzati dal produttore cinese. Il nuovo SoC Kirin 970 è stato costruito utilizzando il processo produttivo di TSMC a 10 nanometri e integra 4 core ARM Cortex-A73 da 2.36 GHz e 4 core ARM Cortex-A53 a 1,84 GHz. Ad accompagnare il tutto troviamo la scheda video GPU Mali G72 12-core e la prima NPU progettata appositamente per un dispositivo mobile. Quest’ultima può aumentare le performance e l’efficienza complessiva dello smartphone.

Il processore di iPhone X si chiama A11 Bionic ed è sviluppato da Apple stessa. Quest’ultimo offre un’architettura a 64 bit, un motore neurale e il coprocessore di movimento M11. Si tratta di un SoC estremamente potente, come dimostrato dai primi benchmark.

Huawei Mate 10 Pro vs iPhone X: differenze RAM e memoria interna

La memoria RAM di Huawei Mate 10 Pro è pari a 6GB, mentre la memoria interna massima è di 128GB più che sufficiente per salvare un elevato quantitativo di dati.

La memoria RAM di iPhone X è pari a 3GB, un quantitativo più che sufficiente per le esigenze del sistema operativo iOS 11. I tagli di memoria interna disponibili, invece, sono 64GB e 256GB.

Huawei Mate 10 Pro vs iPhone X: fotocamere a confronto

La fotocamera posteriore di Huawei Mate 10 Pro è realizzata in collaborazione con Leica ed è caratterizzata dalla presenza di due sensori posteriori. Il primo da 20 megapixel, in bianco e nero, mentre il secondo da 12 megapixel a colori. Entrambe le fotocamere sono molto luminose grazie all’apertura f/1.6. Non solo, la fotocamera da 12 megapixel offre la stabilizzazione ottica e permette di registrare video in 4K a 30 fps. Non mancano il flash dual LED e la fotocamera anteriore da 8 megapixel con la possibilità di registrare video in Full HD a 30 fps.

iPhone X ha una fotocamera posteriore dotata di due sensori da 12 megapixel. Il primo è un grandangolo con apertura f/1.8, mentre il secondo è teleobiettivo con apertura f/2.4. Non mancano il meccanismo di doppia stabilizzazione ottica, il Flash True Tone quad-LED con Slow Sync e la possibilità di registrare video in 4K a 60fps. La fotocamera frontale di iPhone X ha un sensore da 7 megapixel e permette di registrare video in Full HD a 30fps.

Huawei Mate 10 Pro vs iPhone X: confronto sulla batteria

La batteria di Huawei Mate 10 Pro è dotata di capacità di 4000 mAh, con tecnologia SuperCharge certificata TÜV Safety e gestione intelligente tramite intelligenza artificiale.

La batteria di iPhone X garantisce fino a 21 ore di autonomia in conversazione, fino a 12 ore di navigazione internet, fino a 13 ore di riproduzione video e fino a 60 ore di riproduzione audio. Inoltre, sono supportate la ricarica rapida fino al 50% in 30 minuti e la ricarica wireless con lo standard Qi.

Huawei Mate 10 Pro vs iPhone X: sistema operativo a confronto

All’interno di Huawei Mate 10 Pro vi è il sistema operativo Android 8 Oreo con interfaccia grafica EMUI 8.0. Non solo, Huawei ha lavorato a lungo nell’introduzione di un motore AI per sfruttare le funzionalità del Kirin 970; un traduttore accelerato AI per fornire una traduzione interattiva più veloce e più precisa per un’esperienza di comunicazione più agevole, una funzione di proiezione facile per collegare la nuova serie Huawei Mate 10 ad uno schermo più grande; supporto per un’esperienza desktop completa – sia di mirroring che di estensione dello schermo smartphone come un PC.

iPhone X è dotato del nuovo sistema operativo iOS 11. Quest’ultimo offre tantissime nuove funzionalità rispetto alla precedente versione, tra cui le Animoji esclusiva di iPhone X. Come da tradizione Apple, anche iOS 11 risulta ottimizzato per tutti i dispositivi dell’azienda di Cupertino, iPhone X incluso.

Huawei Mate 10 Pro vs iPhone X: differenze nei prezzi

Il prezzo di Huawei Mate 10 Pro in Italia è di 849 euro. Il top di gamma del produttore cinese sarà disponibile a partire dalla metà di novembre nei colori Midnight Blue, Titanium Gray, Mocha Brown e Pink Gold. Tutti coloro che effettueranno il pre-ordine dal 17 ottobre al 15 novembre 2017, riceveranno in regalo lo Smart Writing Set firmato Moleskine, composto da Paper Tablet, Smart Pen e la custodia coordinata per digitalizzare, organizzare e condividere in tempo reale idee e creatività.

I prezzi ufficiali di iPhone X variano in base al modello. La versione da 64GB è disponibile in Italia al prezzo di 1189 euro, mentre la versione da 256GB viene venduta a 1359 euro. Le colorazioni disponibili sono argento e grigio siderale.

In conclusione

In questo confronto e scontro tra Huawei Mate 10 Pro e iPhone X siamo, ancora una volta, di fronte a due smartphone top di gamma, le cui specifiche tecniche parlano da sole. Da un lato Huawei Mate 10 Pro è lo smartphone top di gamma del produttore cinese che punta a conquistare il mondo Android. Dall’altro vi è iPhone X, l’ultimo smartphone dell’azienda di Cupertino con riconoscimento facciale FaceID.

La scelta tra Huawei Mate 10 Pro e iPhone X risulta veramente complessa. Entrambi sono smartphone con scheda tecnica ottima, doppia fotocamera e un display di elevata qualità. In questo caso, quindi, non possiamo che dire: a te la scelta!

Article source: http://www.tecnocino.it/2017/10/articolo/huawei-mate-10-pro-vs-iphone-x-il-confronto/97719/

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19Oct/170

Dream Cat: robogatto

Avevamo parlato l’altro ieri di Dream Dog (Dream DX) ossia l’inquietante cane robot che segue un filone di gadget moventi e parlanti che sta tanto a cuore ai giapponesi. Oggi è il turno del controaltare del cane, il gatto! Nella foto sopra e nel video sotto potete ammirare Dream Cat

Non mi esprimo sulla sua utilità, penso sarete d’accordo, quindi è meglio concentrarsi sulle caratteristiche tecniche: il gatto robot parla, non come Doraemon ma comunque è in grado di dire ben 333 parole e miagolare, rispondendo con gesti del corpo e della testa agli stimoli esterni. Ad esempio risponde dolcemente se lo accarezzate sulla testolina, ma che caro. Dream cat è alimentato da due pile AAA e sarà venduto in Giappone a 10290 Yen (cioè circa 75 euro).

Article source: http://www.tecnocino.it/2008/01/articolo/dream-cat-robogatto/6545/

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19Oct/170

Cubi di Rubik come arte

L’artista irlandese John Quigley è una persona dotata di enorme pazienza oltre che di un talento sconfinato. Combinando e unendo cubi di Rubik opportunamente ordinati in ogni singola faccia è in grado di realizzare quadri giganteschi e sorprendenti. I quadratini sono pixel che compongono ritratti e oggetti.

L’idea di John Quigley non è nuova, l’hanno già preceduto altri “artisti di Rubik” ma non c’è dubbio che questo signore irlandese sia uno dei più bravi. In rete sta avendo un grande successo, merito del ritratto di Barack Obama composto da 2622 pezzi oppure dalla rappresentazione di una schermata di Space Invaders con tanto di spari a 1330 cubi.

Ce ne sono di più semplici come il Sonic di 748 cubi o la scena di Pac Man di appena 102 o peggio ancora Super Mario da 24, ma sul suo ampio catalogo (vedi link di Flickr in fonte) si spazia da gigantografie a opere mignon, su tutti gli argomenti. Ah dimenticavo, John ovviamente è un campione nella risoluzione del cubo, il suo record è di appena 44 secondi.

Article source: http://www.tecnocino.it/2009/11/articolo/cubi-di-rubik-come-arte/16791/

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19Oct/170

YikeBike: bici elettrica futuristica

YikeBike è una particolare bicicletta elettrica che sembra uscita da un film di fantascienza. Ce ne parlano i cugini di Suipedali.it (il portale di riferimento sul ciclismo), si tratta tra l’altro di una due ruote perfettamente pieghevole per un facile trasporto.

Meglio una bici così o un segway? Nel beneficio del dubbio si può scorrere nella lista delle specs scoprendo che il motore elettrico che la muove è da 1 kW e può spingere a ben 20km/h per 7-8 km richiedendo un tempo di ricarica completo di mezzora. Non molta autonomia, è il grande limite di questi mezzi. L’altro contro è il prezzo che è decisamente alto visto che si parla di 3500-3900 euro. Arriverà nel 2010

Article source: http://www.tecnocino.it/2009/09/articolo/yikebike-bici-elettrica-futuristica/15695/

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19Oct/170

SkySpark: aereo 100% ecologico e italiano

Torniamo a parlare di SkySpark, un aereo ecologico sviluppato in Italia. Con la guida dell’esperto pilota Maurizio Cheli, che ha viaggiato anche sullo Shuttle nel 1996, ha raggiunto un importante record di settore ossia la velocità massima di 250 km/h. E ora è pronto a passare alla fase successiva del progetto.

SkySpark ha raggiunto la velocità record durante un volo di test della scorsa settimana, ora i progettisti inaugureranno la seconda fase del progetto che prevede la propulsione affidata al 100% all’idrogeno. Per ora questo Pioneer Alpi 300 modificato è alimentato da un motore elettrico a 75kW con batterie al litio.

Article source: http://www.tecnocino.it/2009/06/articolo/skyspark-aereo-100-ecologico-e-italiano/14669/

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19Oct/170

Google Earth 6: elementi 3D e immagini storiche

Google Earth 6 è la nuova versione del celeberrimo servizio per navigare nelle immagini satellitari catturate dagli occhi orbitanti e assemblate e ordinate in un modello tridimensionale da Google. Tra le nuove funzionalità di Earth 6, si segnalano elementi 3D come gli alberi perfettamente ricreati e anche una buona scelta di immagini storiche davvero entusiasmanti. Google Earth 6 vuole così ricreare un emulo del nostro pianeta, da zoomare e esplorare con il mouse fino alla più impervia strada sia a livello aereo ma sia anche e soprattutto a livello terra con Google Street View che sta salvando e caricando tonnellate di foto e mappature 360 gradi ogni giorno. In gallery alcuni screenshot del servizio.

Google Earth 6 punta fortissimo su Google Street View ossia sul servizio che va a mappare la strada a livello uomo nel senso della visuale a bassa altezza e a 360 gradi che per poter letteralmente passeggiare/guidare a colpi di clic osservando il contorno e scoprendo immagini assurde come l’uomo nel baule ignudo oppure la partoriente, due bufale? Anche qui, per attivarlo basta trascinare l’omino giallo sul punto desiderato.

Foto satellitari sì, ma soprattutto modelli 3D che rappresentanto elementi come gli alberi con tanto di personalizzazione a seconda della zona e anche di palazzi e edifici in oltre 80 milioni di località dagli Stati Uniti con Chicago, New York City, San Francisco e Tokyo all’Europa con Roma, Berlino e Atene.

Infine le immagini storiche con un layer apposito che permetterà di navigare sul globo andando a scoprire fotografie d’epoca che illustreranno come è cambiato il mondo sia a livello politico sia a livello naturale con i disastri come terremoti anche recenti.

Article source: http://www.tecnocino.it/2010/11/articolo/google-earth-6-elementi-3d-e-immagini-storiche/25013/

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19Oct/170

Il drone defribillatore che vola per salvare vite

Tecnologia al servizio della medicina ancora protagonista delle cronache delle innovazioni più interessanti con questo speciale drone pensato appositamente per trasportare un dispositivo salvavita come il defribrillatore, che può arrivare al cielo e può andare a far battere nuovamente il cuore che si è fermato per via di un infarto oppure per un incidente grave.

Il suo lancio sembra atteso per il prossimo anno così da diminuire drasticamente le tempistiche per una procedura che può davvero salvare vite. La startup che sta lavorando a questo progetto si chiama Flirtey e non fa altro che proseguire un discorso iniziato tempo fa, che vi riassumiamo dopo il salto.

Una clinica robotizzata, in realtà molto simile a una mini ambulanza che non richiede pilota, potrebbe presto arrivare dritta sotto casa nell’eventualità di necessità. E non è tutto qui perché se la situazione è particolarmente grave, può trasportare il paziente nella clinica. Be’, in fin dei conti è un normale mezzo automatizzato che si avvale di sensori, GPS e connessione cosa c’è di così particolare?

L’emergenza nel mondo tech

Di particolare c’è che funziona in combinazione con una serie molto ampia di sensori posizionati in casa oltre che sul paziente stesso che potrebbero andare a rivoluzionare un settore dove la tecnologia è sì applicata, ma non così profondamente come ci si aspetterebbe dalle ultime innovazioni tecnologiche. Scopriamone di più dopo la continuazione.

I fautori di questa innovazioni sono i designer di Artefact Group, di Seattle, che hanno pensato a un intero sistema da mettere in pratica per migliorare in modo deciso la sanità seguendo una via tecnologia. Come? Attraverso monitoraggio passivo e non invasivo operato in tempo reale attraverso la combinazione tra appositi sensori e un’applicazione per smartphone.

Una rete di sensori e di rilevamenti

Immaginate la casa come zeppa di sensori tutti collegati tra loro e posizionati nei posti più strategici dunque ad esempio l’armadietto dei medicinali per avere sempre tutto sotto controllo e non rimanere mai senza, la cucina per gli alimenti e relative intolleranze e allergie e il bagno vero e proprio perché… laboratorio di analisi quotidiano. Ebbene, uniteli a sensori biometrici come per il battito cardiaco, livello glucosio o altra sostanza sensibile, analisi temperatura, ecc.. e avrete la struttura di base di ciò che serve per un quadro clinico in costante evoluzione.

Quando qualcosa va storto?

L’azione del sistema robotizzato

Quando qualcosa va storto, come ad esempio per valori biometrici non così in linea o addirittura pericolosi, il sistema crea una sorta di allarme, la condizione clinica viene flaggata come degna di attenzione e la clinica robotica si presenta puntuale per trasportare al pronto soccorso.

Interessante, speriamo che dia una spinta a un settore un po’ sonnacchioso come quello che riguarda in generale la sanità. Quanto tempo passerà prima che tutti avremo un chip sottopelle con dentro la nostra storia clinica e tutte le informazioni fondamentali in caso di emergenza?

Article source: http://www.tecnocino.it/2017/10/articolo/il-drone-defribillatore-che-vola-per-salvare-vite/93293/

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19Oct/170

Come scattare foto panoramiche: 10 regole da seguire

Vi proponiamo dei consigli per scattare foto panoramiche che risultino belle a vedersi, che diano davvero la sensazione di una panoramica degna di nota e che possano trovare anche della qualità di scatto. In questo approfondimento andremo a scoprire un po’ di trucchi per scattare belle foto panoramiche che possono tornare utili per chi vuole ottenere risultati eccellenti o che si avvicinino all’eccellenza senza avere particolari background o andare a scuole di fotografia.

Dieci importanti consigli per scattare foto panoramiche da provare e riprovare cercando di capire se la foto panoramica scattata sia performante e frutto di un analisi del paesaggio, dello studio della profondità, del gioco di luci, tutte situazioni che possono creare grattacapi, oltre che degli oggetti/soggetti che sono eventualmente coinvolti nella foto panoramica.

Già, perché anche le foto panoramiche necessitano di cura e di preparazione. Con le modalità preimpostate anche gli utenti meno esperti possono ovviare a situazioni complicate come le penombre così come condizione di illuminazione molto particolare, tuttavia ora andremo a stilare un catalogo da appuntarsi per avere risultati soddisfacenti senza troppa fatica.

1 Studia la location

Studiare la location è una delle prime regole di ogni fotografo. Naturalmente questo è possibile solo se non si capita per caso, tuttavia avere una buona conoscenza del luogo è ideale per comprendere la prospettiva, gli elementi da mettere in risalto o quelli da nascondere. Per sopralluoghi virtuali, Google Street View torna sorprendentemente utile.

2 Sii flessibile

Tuttavia, se poi si programma tutto e succede l’inaspettato? Essere flessibili è un vero comandamento perché può garantire, talvolta, di tirare il meglio da difficoltà. E così se c’è un acquazzone improvviso che rovina la foto perché non sfruttarlo per un effetto più scenico e drammatico? Se si ha occasione, preparare un piano B o C è sempre meglio.

3 Non è obbligatorio usare grandangoli

Perché sempre usare obiettivi grandangolari per le foto panoramiche? Non è necessario e, alla lunga, diventa anche noioso. Se la scena non lo richiede, non è affatto necessario forzare l’uso di questo componente che invece può essere sostituito da una lente normalissima come quelle nei kit così come un tele. Inoltre, è da evitare se non si vogliono distorsioni.

4 Usa il filtro ND quando necessario

Il filtro ND può tornare davvero utilissimo in un sacco di occasioni, ma anche lui non è da usare sempre perché in molti casi può creare più problemi di quelli che invece può risolvere. Ad esempio, si può usare al tramonto o all’alba per dettagli di cielo e panorama. Talvolta basa un uso più sapiente dei settaggi manuali così come la modalità HDR sempre più performante anche nei panorami negli ultimi modelli.

5 Cielo nuvoloso è un bel cielo

Un non fotografo pensa che un cielo nuvoloso voglia dire condizioni pessime per fotografare, quando invece è l’esatto contrario e può aiutare assai per effetti più drammatici e per “riempire” la scena con le sue sfumature e giochi di luce.

6 Scatta da più punti di vista

Scattare da più punti di vista aiuta a mettere in risalto particolari inaspettati. Motivo per il quale è sempre consigliabile non limitarsi a una posizione, ma tentarne anche altre. Il primo punto è fondamentale per progettare gli spostamenti ottimizzando condizioni di luce magari precarie.

7 Le proporzioni armoniche

Quello che si studia quasi a ogni lezione di fotografia di primo livello sono le proporzioni armoniche che possono rendere la composizione più gradevole e bilanciata. Si possono applicare anche ai panorami e non soltanto ai ritratti o agli oggetti.

8 Non inserire troppe cose nello scatto

Mettere troppi dettagli, oggetti e particolari all’interno dello scatto può essere controproducente perché distoglie l’attenzione sul generale così come non consente ammirare il vero e proprio panorama, ma soltanto un pezzo alla volta. In più “soffoca” lo sguardo.

9 Non dimenticare le foto in bianco e nero

I panorami in bianco e nero conquistano subito – se ben eseguiti – perché aprono a uno sguardo più delicato ed elegante. Non sono da dimenticare, anche se pure qui l’abuso è pericoloso.

10 Studia i panorami

Studiare i panorami dai precedenti scatti delle precedenti uscite così come dalle foto di altri colleghi magari da ricercare con i geotag su Instagram o su altri siti di fotografia è sempre un’ottima palestra per continuare a migliorarsi.

Article source: http://www.tecnocino.it/2017/10/articolo/come-scattare-foto-panoramiche/97691/

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